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Finanziamento Sace Simest per lo sviluppo dell’e-commerce sospeso per esaurimento dei fondi disponibili per il 2020

La società Sace Simest del gruppo Cassa depositi e prestiti ha predisposto un programma di finanziamento per lo sviluppo del commercio elettronico in paesi esteri, rivolto alle società di capitali residenti in Italia che intendono creare o implementare la propria piattaforma e-commerce, per la vendita di prodotti o servizi made in Italy, all’estero (paesi sia UE, che extra UE).
Nello specifico, l’agevolazione di Sace Simest prevede l’erogazione, senza necessità di prestare garanzie, di un finanziamento a tasso agevolato, con la possibilità di richiedere il 50% del finanziamento a fondo perduto, per:

    a) realizzare direttamente una piattaforma informatica finalizzata al commercio elettronico;
    b) utilizzare un market place finalizzato al commercio elettronico fornito da soggetti terzi.

Il finanziamento può coprire fino al 100% delle spese preventivate, fino a un massimo del 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati.
L’importo massimo finanziabile è di € 450.000,00 per la realizzazione di una piattaforma propria e di € 300.000,00 per l’utilizzo di un market place fornito da soggetti terzi, mentre l’importo minimo finanziabile è di € 25.000,00 in entrambi i casi.
Il finanziamento ha una durata di 4 anni di cui 1 di pre-ammortamento, in cui si corrispondono i soli interessi e 3 anni di ammortamento per il rimborso del capitale e degli interessi; le rate sono semestrali posticipate a capitale costante.
Rientrano tra le spese finanziabili, quelle relative:

  • alla CREAZIONE e SVILUPPO della piattaforma (creazione sito e-commerce; creazione sito responsive/sito mobile/app; costo configurazione del sistema; spese di acquisto, registrazione e gestione del dominio; consulenze a supporto della piattaforma);
  • alla GESTIONE e FUNZIONAMENTO della piattaforma/ market place (spese di registrazione per apertura store in market place; fee per il funzionamento e mantenimento della piattaforma/market place; spese per la sicurezza dei dati e della piattaforma; circuiti di pagamento; scheda tecnica dei prodotti; traduzione dei contenuti; registrazione, omologazione e tutela del marchio; spese per certificazioni internazionali di prodotto; spese di monitoraggio accessi alla piattaforma; spese per analisi e tracciamento dati di navigazione; software per la gestione degli ordini; costi di affitto di un magazzino);
  • alle ATTIVITA’ DI PROMOZIONE e FORMAZIONE (spese per l’indicizzazione della piattaforma/market place; spese per web marketing; spese per comunicazione e promozione; formazione del personale adibito alla gestione/funzionamento della piattaforma);
  • all’affitto per magazzino e alle certificazioni internazionali di prodotto.

Il finanziamento, pertanto, ricomprende tutte le spese necessarie per sviluppare il commercio elettronico all’estero, dalla locazione di magazzini fino alle consulenze di studi professionali esteri e italiani. Come noto, infatti, diversi sono gli adempimenti fiscali (IVA e accise) e di logistica cui devono far fronte le imprese per vendere all’estero i propri prodotti tramite piattaforma elettronica.
Con comunicato pubblicato, in data 21 ottobre 2020, Sace Simest ha reso noto che il Comitato Agevolazioni – istituito presso SIMEST e presieduto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) ha deliberato la temporanea sospensione della ricezione di nuove domande di finanziamento agevolato a valere sul Fondo 394 e di relativo cofinanziamento a fondo perduto a valere sul Fondo Promozione Integrata (FPI).
La decisione si è resa necessaria a causa dell’elevato numero di richieste ricevute da parte delle imprese, eccedenti le risorse disponibili per il 2020: dal 1 gennaio ad oggi sono pervenute oltre 12.600 domande per un controvalore di €3,9 miliardi.
Nell’intero 2019 SIMEST aveva finanziato 870 operazioni per un valore complessivo di €290 milioni.
E’ evidente che l’esponenziale crescita delle domande di agevolazione per sviluppare piattaforme e-commerce, dal 2019 al 2020, è dipesa in gran parte dalle restrizioni che hanno subito gli imprenditori italiani a causa della pandemia di Covid-19.
Restrizioni che hanno fatto diventare il commercio elettronico la scelta preferenziale d’acquisto.
Alla luce di questi dati, sarebbe auspicabile che le iniziative dirette a promuovere lo sviluppo dell’e-commerce, anziché sospese, siano aumentate.
Questo tipo di agevolazioni/sovvenzioni, infatti, contrariamente ad altre forme di erogazioni di denaro pubblico- come quelle previste dai Decreti Ristori – consentono alle imprese commerciali di “vivere” e non di “sopravvivere”, contribuendo alla ripresa dell’economia italiana.
Dette agevolazioni, peraltro, hanno come effetto anche quello di generare nuove entrate nelle casse dello Stato, essendo gli scambi di beni e servizi, effettuati sulle piattaforme elettroniche, assoggettati all’IVA in Italia, qualora i beni e servizi siano acquistati da consumatori finali residenti in Italia.

L’Autore:
AVV. Anna Maria Conti